PROGRAMMA 10 NODI DAL 25 NOVEMBRE AL 2 DICEMBRE

25 novembre, ore 19
La Vetreria, Pirri
GRIOT MÉTROPOLITAN
concerto Adama e Brahima Dembelè, Ettore Bonafè, Alain Nahi

Laboratorio di percussioni e danze africane con Adama e Brahima Dembelè: canto, balafon, kora, jembè; Ettore Bonafè: jembè, dun dun, tabla; Alain Nahi: danza, canto, percussioni. Laboratorio sui ritmi, le danze tradizionali e gli stili narrativi del Griot in diversi paesi dell’Africa Subsahariana. L’obbiettivo è anche quello di far emergere le abilità e conoscenze coreografiche e musicali delle popolazioni africane in Sardegna. Nel 1994 artisti provenienti dal Balletto Nazionale della Costa d’Avorio e percussionisti italiani formano il gruppo Griot Metropolitain. Appartengono ad etnie e tradizioni culturali diverse e 3 mettono in comune le loro esperienze creando uno spettacolo estremamente vario e rigorosamente tradizionale.
#carovanasmi

27 novembre - 5 dicembre
Stazione di Transito, via Dante 60 CagliarI
IN THE NAME OF MEMORY
con: Wu Wenguaung e Mengai Zanghi

Residenza interdisciplinare di video/ teatro, per la creazione di un Archivio sulla Memoria dei Migranti, a cura di Wu Wenguang e Mengqi Zanghi. Laboratori di video performance e tecniche di archiviazione di Wu Wenguan, fondatore del documentario indipendente e del Folk Memory Project in Cina. Nel 2017 ha tenuto dei laboratori con migranti e altri partecipanti in Sardegna, che hanno prodotto degli spettacoli e dei video sul tema della memoria. Da queste prime esperienze è emersa l'idea di fondare un nuovo progetto che raccolga la memoria del passaggio di una popolazione nomade nella nostra isola, lasciando traccia di storie ed esperienze di cui ancora risulta difficile comprendere l'impatto e influenza sui processi di trasformazione sociale e culturale.
#carovanasmi

27 novembre, ore 17.30-19
Teatro Massimo
UNA SOTTILE LINEA IMPROVVISATIVA COME ANTIDOTO ALLA MORTE
di: Claudio Morganti
con: Claudio Morganti e Piergiorgio Giacchè

Si cercherà di scrostare pregiudizi e fuggire dai luoghi comuni sotto i quali il concetto di “improvvisazione” continua a rimanere (forse irrimediabilmente) sepolto. Una conferenza spettacolo, un sereno viaggio tra l’improvvisazione musicale e l’improvvisazione teatrale. Si cercherà di parlare di entrambe attraversandone similitudini e differenze. Derek Bailey definisce l’improvvisazione come la “celebrazione dell’attimo”, mentre Paul Klee racconta della necessità di portare a spasso un punto.
E l’attore? Possiamo dire che l’attore è colui che genera inizi? Come può l’attore portare a spasso un punto se quel punto è l’attore stesso? L’attore deve dunque farsi vago? E come, se il terreno che attraversa (quello del teatro) non assomiglia affatto ad un foglio liscio e bianco ma piuttosto ad una discarica?
#sardegnateatro


29 novembre, ore 21
Teatro Massimo
LA MORTE E LA FANCIULLA
Regia e coreografia: Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
Musiche: F. Schubert, La morte e la fanciulla [Der Tod und das Mädchen]

Lontani dalla nostra tendenza di inquadrare in un aspetto drammaturgico le immagini, abbiamo cercato di capire, di aprire, come chirurghi, il corpo della scrittura per scrutarne i vuoti, gli spazi cavi e mai come questa volta comporre è assomigliato a un eterno precipitare, a un fuggire da ogni fine, da ogni senso, come un procedere verso la morte senza mai morire…In attesa di quel momento che Blanchot definirebbe «intimità aperta» tra le danzatrici e gli spettatori, nel cui incontro l’opera può inverarsi.
#autunnodanza

1 dicembre, ore 19
2 dicembre, ore 17
Teatro Massimo 
FREIER KLANG
Con: Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Gianluca Stetur
Regia: Claudio Morganti
Drammaturgia: Rita Frongia

Abbiamo elaborato i materiali per la scena a partire dallo studio di teorie e dall’ascolto della musica aleatoria di grandi autori del Novecento.
Il nostro canto, la nostra musica - sul palcoscenico- è data dalla modulazione delle relazioni e la forza che più ci ha modificati è l’estrema sottigliezza del confine fra la forma parlata e la forma in musica. La forma drammatica che ne è risultata è questa: tre musicisti eseguono un concerto di musica aleatoria con strumenti musicali e senza. Il gioco drammatico prevede che dall’ingresso in scena alla loro uscita, ogni battuta, azione, rumore, suono, tempo, dovrà essere trattato in termini di composizione musicale.
#sardegnateatro