Macbettu

La potenza dei gesti e della voce, l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Sorprendenti analogie tra il capolavoro shakespeariano e il carnevale sardo.

tratto dal Macbeth di William Shakespeare
di |Alessandro Serra
con |Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino, Leonardo Tomasi

2° studio

traduzione in sardo e consulenza linguistica| Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena | Chiara Michelini

regia, scene, luci, costumi|Alessandro Serra
foto Antonio Baldino

produzione | Sardegna Teatro e Teatropersona
Con il sostegno di  Cedac Circuito Regionale SardegnaRegione Toscana Sistema regionale dello spettacolo dal vivo
Si ringraziano i Comuni di Palau e Carbonia

 

1° studio

Teatro Massimo sala m1

21 settembre ore 19,00

22 settembre ore 21,00

 

 

2° studio

Teatro Massimo sala m1

18 novembre ore 19,00

 

tariffa Xs

spettacolo in abbonamento

Profonda saggezza racchiusa nelle fiabe sui desideri. Il pescatore che vuol essere signore, poi re, imperatore, poi papa, poi Dio… e si ritrova pescatore. Il sublime di questa fiaba è che è sua moglie a spingerlo. La lezione è questa: l’ambizione è illimitata, mentre le possibilità reali non lo sono mai; nell’oltrepassarle si cade. (Simone Weil)

Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. Questo il progetto di Alessandro Serra, regista e fondatore della compagnia Teatropersona. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna.

La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura.
Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

 

Shakespeare’s Macbeth, performed in Sardinian and, in the pure Elizabethan tradition, by an all-male cast. The idea originated in the course of Serra’s photographic coverage of the carnivals in Sardinia’s Barbagia region. The gloomy sounds of cowbells and ancient instruments, the animal skins, the horns, the cork. The power of the gestures and of the voice, the kinship to Dionysius and, at the same time, the incredible formal precision of the dances and chants. The sullen masks, and the blood, the red wine, the forces of nature tamed by man. But most of all the dark winter. Surprising are the number of analogies between the Shakespearian masterpiece and the variety of masks found in Sardinia.

 

Organizzatore: 
Sardegna Teatro
Data: 
Venerdì, 18 Novembre, 2016 - 18:00
http://www.sardegnateatro.it/